Come ho già detto precedentemente, la pandemia ha cambiato molte cose, e su molti argomenti ci sono state proteste, anche per incoscienza. Le più gravi cose che ho sentito sono state legate al mondo informatico. Motivo per cui ho aperto questo sito, ma ci sono state anche proteste per l’app “IMMUNI” e il problema della privacy. Essendo la privacy un qualcosa di strettamente legato al mondo informatico, ho deciso di fare questo articolo.

I Vecchi regolamenti sulla Privacy

Questo argomento è un po’ ostico per tutti gli utenti che di leggi ne capiscono ben poco. Io stesso (che non sono chissà chi), ho avuto difficoltà a fare le dovute ricerche per riassumere l’argomento. D’altronde ci sono state tante, ma tante discussioni per questo argomento.

Il tutto inizia quando internet si espande e arriva in poco tempo ad essere usato da tantissime persone, non solo in America ma in tutta Europa. Siamo nel 1997 circa quando ancora in Europa viene utilizzato l’Accordo di Shengen. Che è un’insieme di norme che permette la libera circolazione degli abitanti degli stati che ne fanno parte. Esso regola anche la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali. Il fatto che siano degli accordi con singoli stati è un po’ confusionario, infatti NON tutta l’Europa aderisce.

Fatto sta che nel 2003 le cose cambiano, infatti con l’avvento del Web 2.0 e dei Social. La legge che si utilizzava ha dovuto subire dei cambiamenti, rendendola più sicura e restrittiva, almeno in Italia. Ed ecco nel il 1° Gennaio 2014 viene promulgato il “Codice in materia di protezione dei dati sulla privacy” detto comunemente “Codice della privacy”. Internet nel frattempo proseguiva e ogni stato Europeo e non, si era adeguato nel migliore dei modi per le leggi della privacy, che spesso venivano però modificati.

Nel 2015 tutto cambia quando per la prima volta si sente che ci sia stata una raccolta illecita di Dati personali da parte di Cambridge Analytica.

Lo Scandalo Facebook-Cambridge Analytica

Quando ci fu la prima segnalazione, non ci fu un grosso scandalo, ma le cose stavano cambiando, l’America stava cercando di capire come cambiare le leggi della privacy.

Voglio comunque ricordare che ogni stato è diverso nel mondo. Pensate che una volta la mia scuola doveva fare un’accordo con un’azienda e dovevano compilare dei moduli inserendo dei dati del proprietario. Dati semplici come nome, cognome ecc…, ma il proprietario non le voleva fornire. Sto parlando di una persona non Italiana. Perchè personalmente ho visto pochi italiani fare problemi per iscriversi in qualche posto.

Fatto sta che in America queste voci che circolavano non facevano bene per la popolazione. Anche in Europa si cercava di fare un regolamento per tutti gli stati facenti parte dell’Unione Europea. Così il 4 Maggio 2016 viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo “Regolamento Generale sulla protezione dei dati” detto comunemente GDPR (La sigla è in inglese). Esso però non è ancora operativo. Questo anche per dare il tempo a tutti i siti di adeguarsi, ma anche a loro stessi, di cercare di capirne di più e fare le adeguate modifiche.

La svolta del 2018

Il tutto prosegue come ogni cosa, finchè quelle voci che giravano su Cambridge Analityca non si trasformarono in un vero scandalo.

Internet era invasa di notizie, più o meno rilevanti, più o meno esplicative. Lo scandalo iniziò nel 2018, quando un informatore anonimo (di cui dopo si scoprì il nome) ex-dipendente di Cambridge Analytica, era stato una fonte per un articolo. L’articolo in poco tempo divenne virale, ma non fu ritenuto credibile. Fin quando tre giornali pubblicarono in contemporanea un articolo.

L’azienda che poi andò in bancarotta a maggio dello stesso anno. Fu accusata non solo di aver raccolto illecitamente dei dati, ma di averli utilizzati per:

  • Aver manipolato il pensiero degli elettori durante le presidenziali Americane del 2016
  • Aver manipolato il pensiero degli elettori per la Brexit
  • Le Elezioni del messico del 2018

Il 17 Marzo 2018 tutto cambiò. I politici americani e inglesi chiesero a Mark Zuckerberg spiegazioni. Infatti se un’azienda possiede così tanto poter da poter manipolare tali dati, ogni cosa potrebbe non essere più a libera scelta, ognuno di noi avrebbe dei dati a metà, così da poter scegliere ciò che conviene agli altri.


La Convocazione di Mark Zuckerberg

Ricordiamo tutti che all’epoca si sono visti tantissimi video e Meme su questo discorso. Infatti quando Mark fu convocato ai due congressi, ci furono un mucchio di domande completamente no-sense, con risposte altrettanto no-sense. Specie per il congresso Americano. Praticamente tutti ci siamo chiesti se coloro che hanno fatto quelle domande, sapevano come funziona internet.

Il Post scandalo e il cambiamento con il GDPR

Dopo lo scandalo e i vari processi. Facebook perse molti punti in borsa, cambridge analytica dichiarò bancarotta, furono date molte multe ai social specie a Facebook. Mark Zuckerberg si assunse la responsabilità. Spiegando al mondo intero come funzionano i vari social, come può mantenere il sito gratuitamente, come i messaggi di Whatsapp loro non li possano vedere perchè criptati, ed impegnandosi a rimuovere la possibilità di profili fake.

Alcuni avevano ipotizzato l’iscrizione tramite codice fiscale. Ma ancora la cosa non si è proposta.

Inoltre finalmente in Europa dopo 2 anni entrò in vigore il GDPR. Esso ha rimosso la legge del 2003 sulla privacy in Italia, andando in contrasto ed essendo la legge Europea più importante.

Il GDPR non fu implementata solo in europa ma anche in moltissime altre aree se non tutte anche al di fuori dell’Europa.

Tutti i siti quindi si impegnano ora al controllo da parte dell’utente sui dati personali. che vengono descritti come:

Qualunque informazione relativa all’individuo, collegata alla sue vita privata, professionale o pubblica. Riguardando qualsiasi dato personale come: nomi, foti, indirizzi, dettagli bancari, medici, interventi sul web o indirizzi IP del computer.

Il regolamento invece NON si applica in pochi casi, di cui il più interessante che dice può essere violato dalle autorità competenti in caso di indagine o perseguimento di reati e simili.

Qualsiasi dato i social raccoglie, deve comunque essere accettato da parte dell’utente quando entra nel sito attraverso un banner, oppure quando scarica l’applicazione, quando esso accetta il trattamento dei dati personali. Inoltre è obbligatorio fornire i contatti di chi controlla i dati altrimenti si vanno in sanzioni che possono arrivare al 4% dell’intera impresa. Che nel caso dei social è un’altissima percentuale.

Negli utenti comune quella che per lungo tempo è stata pubblicizzata come una “strage” o un cambiamento epocale, poi non portò a niente di particolare. Nel 2019 si dimostra che il numero di reclami ricevuti all’Autorità Protezione Dati sia di appena 3 per 10.000 abitanti.


Conclusioni

Tutto questo pippone, semplicemente perchè ho sentito troppo parlare male di Immuni durante questi mesi, lamentandosi della privacy, della raccolta dei dati e di cose simili.

Come potete vedere dall’immagine Immuni è l’unica applicazione che non chiede nessuna autorizzazione quando viene scaricata. Inoltre essendo un’applicazione italiana e quindi trovandosi sotto il GDPR. Non può conservare per un tot di tempo i dati, che devono comunque essere anonimi e segnalati dall’utente. Il problema come dico sempre è di chi non conosce la tecnologia.

Forse mi sarei lamentato io stesso di quest’applicazione se fossimo stati nel 2005. Ma nel 2020 con il post scandalo, con il GDPR, che ha impiegato più di due anni per la sua creazione, io direi che siamo abbastanza al sicuro. Anche se la privacy non è mai privacy.

Fonti:

  1. https://it.wikipedia.org/wiki/The_Great_Hack_-_Privacy_violata
  2. https://www.wired.it/internet/regole/2018/05/25/primo-giorno-gdpr-cose-da-sapere/?refresh_ce=
  3. https://it.wikipedia.org/wiki/Cambridge_Analytica
  4. https://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_Facebook-Cambridge_Analytica
  5. https://it.wikipedia.org/wiki/Regolamento_generale_sulla_protezione_dei_dati
  6. https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_in_materia_di_protezione_dei_dati_personali
Film:

-“The Social Network“- 2010. Regia di: David Fincher. Disponibile per la visione su Netflix, oppure per il noleggio su Google Play FilmTim Vision o Rakuten TV.

-“The Social Dilemma“- 2020. Regia di: Jeff Orlowski. Disponibile per la visione in esclusiva su Netflix.

-“The Great Hack- Privacy Violata“- 2019. Regia di: Karim Amer, Jehane Noujaim. Disponibile per la visione in esclusiva su Netflix.

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