Abbiamo visto come gli smartphone hanno cambiato la nostra vita, agevolandoci nelle azioni di tutti i giorni. Ci aiutano a cercare informazioni nel web, a telefonare e a scrivere a persone provenienti da tutto il globo. Abbiamo analizzato velocemente com’è fatto un cellulare moderno, quali sono le sue parti e cosa fanno. Però non abbiamo ancora visto cosa ci permette di interagire con questi dispositivi. Infatti, nell’articolo di oggi, parleremo di come ci interfacciamo ai nostri “amici”, con sistemi operativi Android, iOS e Windows Phone.


La nascita di Android

Nel 2003 Andy Rubin, Nick Sears e Chris White fondarono Android Inc. per lo sviluppo di una tecnologia progettata unicamente per i cellulari. Inizialmente, decisero di operare completamente in segreto, dicendo solo che stavano progettando un software per dispositivi mobili. Però il budget della compagnia si esaurì presto e Rubin fu costretto a chiamare Steve Perlman per un finanziamento di 10.000 dollari.

Il 17 agosto del 2005, Google decise di acquistare l’azienda e da qua il team cominciò a scrivere un sistema operativo per “smartphone” basandosi sul kernel Linux. La sua presentazione avviene nel 2007 dalla OHA, ovvero un consorzio di imprese Hi-Tech.

Il primo dispositivo ad usare Android fu il T-Mobile G1 della HTC, presentato il 23 settembre 2008 a New York e commercializzato il 22 ottobre. Disponeva di una tastiera classica (QWERTY), uno schermo touch da 3,2 pollici con risoluzione 320×480, connessione 3G, 192 MB di RAM e memoria flash fino a 256 MB.

Il suo prezzo di lancio era di 179 dollari negli USA, mentre in altri paesi come il nostro, il cellulare cambiò nome in HTC Dream e costava ben €450 senza alcun contratto telefonico. A partire dal 2008, il sistema operativo divenne sempre più innovativo, con una crescita del 615% anno su anno.

Ne 2010, grazie al Nexus One, cominciarono ad uscire nuovi smartphone, con caratteristiche molto superiori rispetto ai loro antenati (con RAM fino a 512 MB e processori da 1 GHz). Verso la fine dell’anno Android riuscì a superare Symbian, rimasto fino ad ora imbattuto e, nell’agosto del 2011, almeno il 22% dei dispositivi lo aveva come sistema.

Nel 2013, Rubin lasciò la presidenza della compagnia per perseguire altri progetti di Google e venne rimpiazzato da Sundar Pichai.

Però, ora, è il momento di vedere che funzioni ha il nostro “robottino”.


Le funzionalità di Android

Android si basa sul touchscreen e sui gesti smart, come il multi-touch. Come detto nell’articolo sugli smartphone, il sistema interagisce con molti sensori, come il giroscopio, utilizzati nella maggior parte delle applicazioni. Per esempio, se si vuole guidare un’auto in un gioco di corse, si può semplicemente inclinare il dispositivo come se fosse un vero volante.

Permette di cancellare la cache e i dati archiviati in ogni app, facendola tornare come se fosse stata appena installata. Oppure, se si vuole, si può disinstallare direttamente il servizio. Presenta una schermata principale con un’icona che rappresenta una casa ed è la prima cosa che si vede all’accensione. Di solito ci sono widget, come l’orologio, gli ultimi video di YouTube, mail e tanto altro.

Nella parte in basso c’è la barra di stato, con il tasto indietro, home e per le applicazioni recenti. Poco sopra è presente l’app drawer, ovvero uno spazio per i servizi principali, completamente modificabile. Nella zona più alta dello schermo si trova la barra delle notifiche, dove si possono vedere i messaggi del dispositivo.

I vari “programmi” si possono mettere nelle pagine principali o si possono trovare, se il cellulare ne è disposto, in una raccolta a cui si può accedere strisciando il dito verso l’alto sullo schermo.

Per le opzioni di spegnimento bisogna tenere premuto il pulsante di accensione e vi comparirà un menù. Di solito ci sono tre possibilità: spegni, riavvia e modalità aereo, ma per alcuni sistemi personalizzati anche le chiamate di emergenza. Esempio è l’Oxygen OS di OnePlus.

Se si vuole, invece, fare uno screenshot del proprio schermo, allora tenete premuti i tasti del volume e d’accensione. Il tempo con cui il dispositivo fa una cattura dipende dalla casa di progettazione.

L’ultima versione del sistema è Android 11.

L’odierno Android 11, semplice ed elegante,

La mela all’opera

Nel 2005, anche Steve Jobs cominciò a pensare al suo sistema operativo con l’ideazione di iPhone. Voleva creare qualcosa che potesse “ridurre il Mac o ingrandire l’iPod”, quindi prese i capi dei team delle due rispettive divisioni, Scott Forstall e Tony Fadell, e li fece competere fra di loro. La vittoria fu del primo, con la creazione di iPhone OS (più avanti iOS), presentato insieme allo smartphone il 9 gennaio 2007.

Inizialmente, le applicazioni native di terze parti non erano autorizzate. Infatti, Jobs voleva creare un sistema sicuro e ad alte prestazioni, ma nello stesso anno cambiò idea e decise di creare l’App store, aperto il 10 luglio 2008. Il numero di servizi disponibili era di 500, ma con il passare degli anni, aumentò sempre di più, fino ad arrivare al nostro 2020, contandone ben 5 milioni!

Attualmente, la versione più recente di iOS è la 14


Le funzionalità e differenze con Android

Notiamo subito come l’interfaccia sia completamente diversa, con una grafica molto minimalistica e con l’assenza della barra di stato. Al posto di questa, si può operare con una grande gamma di gesti con più dita di una mano, o a bordo schermo. Per tornare alla schermata iniziale, bisogna premere l’unico tasto frontale del dispositivo (assente nei nuovi modelli di iPhone), che serve anche per sbloccare il cellulare con l’impronta digitale.

Non esiste una raccolta di applicazioni e si trovano tutte sulle schermate principali, quindi rapidamente accessibili. Inoltre, la finestra delle notifiche viene trattata come parte a sé. Per il resto, le funzioni sono pressoché identiche ad Android, ovviamente con qualche differenza stilistica.

Ora, però, passiamo alla nascita di uno dei più grandi flop del mondo della telefonia mobile.

Qualche esempio dell’interfaccia di iOS 14

L’avvento di Windows Phone

La prima volta che si sentì parlare di un sistema mobile di Microsoft fu nel 2004, con il progetto Proton, ma a causa dei ritmi molto lenti, venne abbandonato. Ripreso nel 2008, il gruppo di ricerca creò il primo modello di Windows Phone, con sistema operativo Windows Phone 7 nel 2010 nelle vacanze natalizie. Successivamente, venne rilasciata la versione 8.0 del software verso il 2012, con l’ultimo update alla versione 10 nel 2016.

Come potrete notare, non è molta la storia di questo sistema operativo, principalmente per un motivo. Le premesse prima del rilascio erano molto alte: un Windows per telefono, semplice e veloce. Ahimè, di quella curiosità rimase una grande delusione…


I problemi e l’arretratezza rispetto ai concorrenti

Cominciamo dall’interfaccia, caotica e poco pratica. Poteva essere interessante come idea, ma l’esecuzione ha lasciato molto a desiderare, soprattutto perché si vedevano solo quadrati. Nello store non c’erano molte applicazioni, era scarno e lo stesso WhatsApp è rimasto in beta per tanto tempo. Pensate che su Android e iOS era già completo a partire da tre anni prima dell’uscita di Windows Phone!

Era un sistema molto pesante e, di conseguenza, lento e risultava scomodo da usare. C’è da dire, però, che con il tempo si sono viste minuscole migliorie, ma non sono comunque abbastanza per salvare la Microsoft.

Questo è un Windows Phone. Come potete notare, l’interfaccia è come l’ho descritta in precedenza. Se avete idee contrastanti dalle mie, fatemi sapere nei commenti di cosa ne pensate riguardo a questo sistema operativo.

I punti in comune e il futuro

I tre sistemi operativi di cui abbiamo parlato, nonostante le loro differenze, hanno molte cose in comune. Per esempio, hanno un assistente vocale: Android ha Google Assistant, Apple ha Siri e Windows Phone ha Cortana (sì, la Cortana di Halo, per i videogiocatori che ci seguono). I primi due possono godere del raggruppamento delle app in cartelle; sfortunatamente per il terzo, è tutto nella home page. Sono presenti anche sistemi per la sicurezza informatica, tipo il blocco da parte di siti internet di fare il download di programmi considerati nocivi.

Parlando del futuro, da parte di Android si aspettano tante novità. Il sistema sta andando sempre più veloce e l’innovazione non cessa mai. Secondo il mio parere, siamo vicini a vedere un software completamente smart da parte del robottino, programmabile in ogni sua minima funzione. Per quanto riguarda iOS, la mela sta cercando di prendere un po’ della clientela di Google, avvicinandosi sempre più al suo stile e innovandosi ad ogni grande aggiornamento.

Però non è tutto rose e fiori. Il 14 gennaio di questo nefasto 2020 ha portato anche la fine del supporto per Windows 10 Mobile, chiudendo lo store e bloccando la produzione di nuovi dispositivi. Nonostante i suoi difetti, è un peccato vedere un’innovazione così particolare andarsene dal panorama della telefonia mobile. E chissà, forse in un futuro lo rivedremo più in forma che mai!


Fonti

https://it.wikipedia.org/wiki/Windows_Phone

https://it.wikipedia.org/wiki/IOS

https://it.wikipedia.org/wiki/Android

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