Nel presente in cui viviamo, non ci facciamo problemi ad inviare un messaggio o una foto ad un utente dall’altra parte del mondo. Però, se guardiamo indietro nel tempo, gli scambi di informazioni non erano di certo semplici. Per prima cosa, non tutti potevano permettersi un computer e, inoltre, non c’era la copertura di rete presente al giorno d’oggi. Per capire come è nato Internet e il World Wide Web, dobbiamo tornare indietro al 1969, con la nascita di ARPANET.


La prima rete tra computer

Nel 1958 il Governo degli Stati Uniti decise di creare un istituto di ricerca, denominato ARPA (Advanced Research Projects Agency). Il suo compito principale era quello di trovare soluzioni tecnologiche innovative, soprattutto trovare una soluzione alle problematiche legate alla sicurezza e disponibilità di una rete di telecomunicazioni.

Secondo molte fonti, lo scopo era quello di costruire una rete resistente ad un attacco nucleare su larga scala. Secondo altri, invece, si trattava di una leggenda alimentata da un articolo sul “Time”. In realtà, l’unico fine di questa rete era assicurare uno scambio di informazioni veloce e sicuro. Continuò a svilupparsi come rete in ambito universitario e governativo finché, nel 1974, il progetto cambiò nome…

La rete ARPANET nel 1974. Come si può notare dall’immagine era un progetto inizialmente solo statunitense.

La nascita di Internet

Si chiamava Internet, ed era la versione estesa di ARPANET. È una rete di interconnessione tra una grandissima quantità di terminali che, nel 1974, riguardavano solo il territorio statunitense. In seguito, decise di espandere i suoi territori con le reti CYCLADES francese e NORSAR norvegese. Quest’ultima collegava lo University College a Londra con ARPANET. La sua espansione fu così rapida che il 26 marzo 1976 la regina Elisabetta II spedì un’email alla sede del Royal Signals and Radar Establishments.

Al contrario di quel che si pensa, le emoticon non sono un’invenzione recente: infatti, sono state implementate nelle mail da Kevin MacKenzie per indicare un particolare stato d’animo.

La rete cresceva così velocemente, che non si fece attendere neanche il primo virus il 27 ottobre del 1980. Infatti, tutta Internet si bloccò a causa di un errore negli header del messaggio.

L’Italia fu il quarto paese europeo a ricevere la “connessione”, che avvenne dal Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico a Pisa il 30 aprile del 1986.

Però, nel 1991, presso il CERN di Ginevra, Tim Berners-Lee definì un protocollo fondamentale: l’HTTP (HyperText Transfer Control). Permetteva una lettura Ipertestuale, saltando da un documento all’altro grazie a dei rimandi, o link.

E da qui, ebbe origine il famosissimo WWW, il World Wide Web.

La mappa di Internet nel 1982

La rete più grande del mondo

La nascita del World Wide Web fu sancita dallo stesso Berners-Lee, quando pubblicò il primo sito web nella storia il 6 agosto del 1991. Quest’idea del ricercatore inglese era nata già nel 1989, dopo aver osservato che i suoi colleghi italiani comunicavano tramite linea telefonica usando informazioni a video.

Quindi, insieme all’HTTP citato precedentemente, venne ideato anche un linguaggio apposito, noto come HTML. Nel 1990 apparve il primo browser. Per chi non lo sapesse, un Browser è un programma per navigare sul web, come Google Chrome, Microsoft Edge o Mozilla Firefox.

Il 30 aprile 1993, il WWW era accessibile a tutti gli utenti connessi al tempo. Addirittura, il CERN rilasciò il codice sorgente in pubblico dominio.


Le varie evoluzioni del web…

Inizialmente il web era “statico”, ovvero bisognava usare obbligatoriamente un browser per accedervi. Quindi, si cercò una soluzione per rendere le pagine “dinamiche”. Le CGI furono la prima soluzione: richiamavano un’applicazione esterna e la aprivano come se fosse in HTML. Nonostante ciò, presentavano molte limitazioni. Per risolvere il problema sono state perseguite due strade: la prima era potenziare gli stessi browser, con l’interpretazione di linguaggi più complessi dell’HTML, come il JavaScript; la seconda era migliorare la qualità di elaborazione dei server. Ora, grazie a questa evoluzione che oggi chiamiamo Web service, possiamo aprire Internet come piattaforma applicativa.

Un altro problema era come venivano gestite la formattazione dei documenti nella rete. Senza prendere in considerazione il contenuto e il significato di questi ultimi, era molto difficile riutilizzare le informazioni scritte.

Così, lo stesso Berners-Lee trovò la soluzione nel 1998, definendo lo standard XML, considerato veloce, facile e chiaro. Il problema? Non definiva alcun meccanismo univoco per specificare le relazioni tra le informazioni. Anche in questo caso, il ricercatore inglese salvò la situazione, formalizzando quello che si chiama web semantico: l’idea è di generare documenti che possono essere letti, accessibili e interpretabili da agenti interni al web.

Questa è una piccola porzione di WWW
Di Chris 73 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17754

… E il suo funzionamento

La caratteristica principale del Web è la presenza di nodi che la compongono, collegati tramite link e che creano un grande “ipertesto“. È uno spazio elettronico e digitale di Internet dove si possono pubblicare contenuti multimediali, come foto, video o documenti, e dove si possono mettere a disposizione download di milioni di programmi.

Ovviamente, ciò è possibile solo se si dispone di un computer, dell’accesso alla rete e di programmi necessari per la navigazione. Ricordiamo che tutti i documenti raccolti sono sempre on-line, quindi sono accessibili a tutti gli utenti in qualsiasi momento (tranne quando il creatore del sito decide di chiuderlo, ma questi sono solo dettagli).

Per entrare in una qualsiasi pagina web, come tutti voi che state leggendo l’articolo sapete, bisogna:

  • Aprire il browser web desiderato;
  • Cliccare sulla barra del vostro motore di ricerca e digitare una frase o una parola chiave;
  • Cercare il link che vi attira di più e cliccarci sopra.

Però state molto attenti alle fonti che trovate su alcuni siti, perché potrebbero non essere attendibili al 100%


E al giorno d’oggi?

La risposta è molto semplice: è diventato ormai un bene di prima necessità. Pensiamoci, senza le informazioni contenute in questa mega ragnatela non potremmo mai scoprire se vale la pena andare in un ristorante o in un altro. Oppure sarebbe impossibile vedere paesaggi che non abbiamo ancora visto. A pensarci non riusciremmo neanche a mandare un messaggio o una semplice mail.

Molte volte Internet ha una brutta reputazione, ma senza il suo aiuto e la sua presenza ci sentiremmo persi. È grazie a lui che ora sto scrivendo questo articolo. Ed è anche grazie a lui se ho conosciuto persone fantastiche che provengono da tutta Italia e dall’altra parte del mondo.


Fonti

https://it.wikipedia.org/wiki/Internet

https://it.wikipedia.org/wiki/World_Wide_Web


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