13/12/2018 0 Di Saverio_cesare

Il compleanno, il natale, carnevale, pasqua eccetera eccetera

Sono solo feste a volte sono improvvisate, a volte sono organizzate alcuni giorni prima, ad alcuni ci si prepara da una vita, ad altri si vuole lasciare un segno indelebile.

Di sicuro a volte c’è un significato religioso come Pasqua e Natale, ma lasciando stare questa questione e rimuovendo la questione del marketing sulle uova, il pandoro, i regali ed altro oggi voglio esporre il mio pensiero su un evento in particolare.

IL COMPLEANNO

Un evento particolare anche se viene festeggiato ogni anno, per me è Speciale, con la s maiuscola, perché il compleanno mi fa riflettere. Come il capodanno serve a riflettere su i buoni propositi per l’anno che è appena iniziato. Il compleanno mi aiuta a riflettere su quante cose sono cambiate durante l’ultimo anno, pur rimanendo simili, sulle esperienze vissute e su molto, molto altro.

Proprio pochi giorni fa sono stato al primo diciottesimo dopo quello mio; festeggiato però in maniera diversa, il mio era il puro pretesto di presentare il mio libro. Questa volta invece era una semplice festa tra amici e compagni con più o meno 50 invitati, pizza e senza dj ma con la musica, niente di particolare, ma tutto bello così tanto da crearmi invidia e problemi.

Certo perché abito in un paesino e attorno a me ci sono quasi tutti paesini e l’unica caratteristica di abitare in dei paesini e la curiosità. Io stranamente dentro quella sala conoscevo a malapena 3 o 4 persone, tutte le altre le conosco poco o le conosco di vista o peggio ancora non le conoscevo completamente. Fatto sta che in silenzio non ci potevo stare perché sennò risultavo come quello asociale e forse in questi casi è meglio così perché poi riflettendo c’è paura. Paura di sbagliare a parlare perché senza che te ne rendi conto poi vai a dire cose che non vorresti dire, ma che girando la frittata e senza farti accorgere di niente le persone ti fanno dire, ma sicuramente non lo fanno volontariamente è solo la curiosità, la voglia di sapere tutto degli altri perché siamo in paesini e il nostro passatempo è questo. Però poi quando gli dai l’opportunità di saperlo attraverso un libro, c’è chi lo compra e non lo legge e c’è chi non lo compra. (Ovviamente non tutti la maggior parte l’hanno acquistato e letto)

Non so se è il caso di ieri o no, so solo che sono cose che accadono e le fai involontariamente, te ne accorgi solo dopo degli errori che hai fatto, errori a cui ovviamente non puoi tornare indietro perché il tasto rewind non esiste.

Anche per questo a volte quando sono tutti distratti durante la fine di un compleanno, io mi blocco e mi fermo a pensare a guardare quelle luci a led spesso colorate che si vanno sfuocando e nel mentre mi arrivano pensieri in testa su quello che ho detto, quello che potevo dire e quello che potevo fare.

 

Perché c’è paura, paura di essere giudicati, paura di sapere chissà cosa anche se non nascondi niente. Siamo in paese e l’unica cosa che facciamo e la facciamo anche bene e spesso involontariamente è sparlare, se non c’è niente da dire su una persona non ci rimane che inventare storie. Ci passiamo il tempo così. Quindi quando siamo a cena, con persone che ci conoscono a malapena l’unica cosa che ci rimane di fare è stare in silenzio, annuire e pensare mentre si mangia. Anche risultando asociali, antipatici e ritardati.

Però devo dire che ho trovato un bel ambiento, vero o finto che sia è un bel ambiente e quella classe che ho conosciuto è una bellissima classe, certo si notava che alcuni tra di loro avevano un rapporto più stretto com’è normale che sia, però si parlavano tutti tra di loro e a vedere queste cose mi scende la lacrima, mi emoziono perché è la felicità, la spensieratezza, la libertà della serata e specialmente la voglia di stare insieme senza particolari problemi. La mia invidia nasce da lì dal vedere una classe unita che si è ritrovata ad un compleanno, perché al mio non è venuto nessuno, chi perché aveva problemi di trasporto, chi per il tempo, chi perché non gli interessava, non sono venuti e devo dire che hanno ragione perché abitano lontano dal mio paese sperduto ed è lì che ho compreso l’errore più grave che ho fatto cinque anni fa.

La scelta

ma di questo ne parleremo in futuro….

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